Storia

Alchimia è stata fondata nel 1998 a Firenze da Lucia Massei e Doris Maninger. La scuola è il risultato naturale dell’inesauribile energia e passione per il design e l’arte di due amiche e collaboratrici. Situata nel cuore del quartiere di San Frediano, Alchimia è a pochi metri dalla quattrocentesca Cappella Brancacci, elegante testimonianza del Rinascimento Fiorentino. Alchimia ha trovato la propria collocazione in un luogo carico di vita e di storia, in un quartiere caratterizzato dalla presenza di un artigianato di altissima qualità e di numerose associazioni culturali, deposito palpitante di saperi manuali e di attività sociali. Il sogno di Doris e Lucia poteva sembrare per certi versi una sfida incongrua: creare una scuola per la gioielleria contemporanea in una città che, con le sue botteghe lungo Ponte Vecchio, era da tempo associata esclusivamente alla gioielleria tradizionale e all’artigianato.

La loro ambizione era di fare della scuola un centro fondamentale di ricerca estetica e approcci moderni in un contesto artistico canonico, impegnandosi in un campo che si è ampliato verso direzioni sempre più globali. Il successo di questa proposta artistica si deve ad una manciata di elementi: l’amalgama riuscito tra lo studio della tradizione e la vocazione per la contaminazione, la qualità e l’impegno dei suoi generosi docenti, il contributo di studenti talentuosi, provenienti da tutto il mondo, le cui diverse identità culturali hanno concorso a plasmare nel tempo l’inequivocabile identità della scuola.


Ci sono poi dei veri e propri compagni di viaggio, che della scuola hanno contribuito a definire l’anima. Il primo è Giampaolo Babetto, artista orafo che, già affermato su scala mondiale, ha creduto senza riserve nel progetto accettando di insegnare nella prima sede, in Via dell’Orto. Nel 1999, quando la scuola era aperta da solo un anno, si occupò di un workshop estivo, per poi ricoprire stabilmente il ruolo di insegnante per quattro anni. Nei primi anni 2000 è iniziata la collaborazione con Manfred Bischoff e Manuel Vilhena, e il programma didattico ha preso la forma di un corso triennale. Da qui in poi si sono create le condizioni perché gli studenti di Alchimia si aggiudicassero i primi importanti premi internazionali.

Giampaolo Babetto

Giampaolo Babetto

Nel 2008, per celebrare il suo decimo anniversario, Alchimia organizzò l’evento Siamo Qui/We Are Here, coinvolgendo dodici delle migliori Università del mondo in una mostra, svoltasi alle Pagliere di Porta Romana, parallelamente a un simposio a Palazzo Vecchio, che ha visto la partecipazione di relatori e uditori provenienti da tutto il mondo e che ha messo a confronto i diversi punti di vista sullo stato dell’arte e sulle dinamiche del settore. Sull’onda del successo crescente della scuola, sempre più apprezzata per la qualità dell’insegnamento e per la forte spinta creativa, questo evento ha sancito la posizione di Alchimia come uno dei più importanti centri internazionali per la gioielleria contemporanea.
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Nel 2010 la scuola lascia la sua sede di Via dell’Orto per trasferirsi nel meraviglioso ambiente di Piazza Piattellina. Da questo momento in avanti, per Alchimia si apre una nuova fase artistica grazie a Ruudt Peters e Peter Bauhuis. I due artisti orafi di fama internazionale portano energia nuova e contribuiscono a sviluppare contenuti innovativi sul piano delle modalità didattiche della scuola. Alchimia assume così una struttura accademica universitaria, con corsi riconosciuti a livello internazionale.

Nel corso degli anni, la scuola ha partecipato a moltissime mostre, eventi e manifestazioni ed ha collaborato con istituzioni di tutto il mondo. Tra le tante, ricordiamo la partecipazione alla Craft Biennale Cheongju in Corea, in occasione della quale Alchimia ha rappresentato la gioielleria contemporanea nel Padiglione Italiano. Dal 2001 Alchimia partecipa ogni anno alla Marzee International Graduation Show collocandosi tra le più importanti scuole del mondo; ad oggi ha vinto il Marzee Graduation Prize per quattro volte.

I risultati più significativi dell’intensa attività della scuola sono stati raccolti in due cataloghi e nel 2018, in occasione del suo ventesimo anniversario, Alchimia pubblicherà un nuovo libro.

Alchimia è una realtà che, con coraggio e coerenza, ha creduto e crede in una sorta d’instabilità permanente, nell’approfondimento rigoroso del sapere, ma anche nella sistematica messa in discussione di codici espressivi e tecniche produttive come mezzi per la crescita e la sofisticazione. E’ questa convinzione che animava Doris e Lucia quando immaginavano la scuola al momento della nascita del progetto. Studenti, ex studenti, docenti e personale possono esser certi che Alchimia non si accontenterà di cullarsi sugli allori, ma continuerà la sua tradizione di costante ricerca e sperimentazione.

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